Internet of things
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Posted by : SmartGioiosa

  • 14 Jul 2016

IoT - Internet of Things

"È ARRIVATA LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE"


“Le tecnologie più importanti sono quelle che scompaiono: si confondono nel tessuto della vita di tutti i giorni, al punto da diventare invisibili”

Mark Weiser, un famoso ricercatore americano, scriveva così nel 1991 in un articolo dedicato alla tecnologia del 21° secolo, ma a cosa si riferiva?

 

  • Automobili in grado di guidare autonomamente e di comunicare con l’ambiente, con i semafori, con l’illuminazione stradale e che in caso di incidente chiamano automaticamente i soccorsi...
  • Elettrodomestici intelligenti che possono essere comandati a distanza, che si “comportano” in modo diverso in base a chi li sta utilizzando o che ci “parlano” avvertendoci preventivamente che qualche loro parte si sta per rompere...
  • Sistemi di tracciamento degli oggetti o degli animali domestici che ci permettono di sapere in ogni momento dove si trovano, in che stato sono ed in che stato sono stati...
  • Scarpe da ginnastica che monitorano i passi effettuati, indicando velocità medie, lunghezza dei percorsi ed itinerari seguiti...
  • Meccanismi per il controllo e l’irrigazione delle piante, per la gestione dei consumi energetici o per il riconoscimento delle persone a scopi pubblicitari...

 

Se molti di voi pensano che gli esempi appena citati ancora non esistano allora vuol dire che la predizione di Weiser si sta avverando. Si tratta dell’Internet delle Cose (in inglese Internet of Things), e potete stare certi che nei prossimi anni questo termine sarà conosciuto da tutti. Vuol dire che tutti gli oggetti diventeranno “intelligenti”, potranno comunicare tra di loro e con la rete globale Internet ed elaborare le informazioni acquisite in totale autonomia.

L’Internet delle Cose è già presente nella nostra vita quotidiana da molti anni, ma la sua grande esplosione sta arrivando solo adesso. Si pensi banalmente ai sistemi anti taccheggio presenti nei negozi, ogni prodotto ha un sensore che permette di capire se si sta commettendo un furto; o a tutte le volte che mettiamo il climatizzatore in modalità automatica, un sensore rileva la temperatura ambientale e regola di conseguenza la potenza. L’utilizzo di sensori sempre più piccoli, economici e dal basso consumo energetico sta facendo da abilitatore per questa nuova tecnologia che sarà applicata a tutti i settori ed in particolare a quello delle Smart City.

In alcune città l’illuminazione stradale varia l’intensità luminosa in base alla luce ambientale, comportando una notevole riduzione degli sprechi energetici e di conseguenza una riduzione dei costi; ma se volessimo spingerci sempre più avanti con le idee cosa si potrebbe fare? Restando all’esempio dell’illuminazione, potremmo immaginare una strada i cui lampioni comunicano con chi sta la attraversando, cambiando colore per avvisare gli automobilisti più lontani nel caso sia in arrivo un mezzo di soccorso, o dei lampioni che si spengono del tutto se non vi è alcun veicolo entro un certo raggio, o ancora dei lampioni che auto-rilevano preventivamente un loro imminente guasto e lo comunicano in autonomia al servizio di manutenzione stradale.

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Il lampione è stato quindi capace di “parlare” con il sistema di manutenzione, di “rilevare” il passaggio di veicoli e di “comportarsi” diversamente al passaggio di un mezzo di soccorso.

Dal punto di vista economico l’Internet delle Cose avrà un impatto grandissimo: si prevede che entro il 2020 gli oggetti connessi ad Internet saranno decine o addirittura centinaia di miliardi ed il suo mercato varrà migliaia di miliardi di dollari.

Un interessante esempio di come tutto ciò possa influire così tanto sul business è quello della pubblicità:

molti soldi vengono spesi in annunci pubblicitari che vengono però mostrati alla persona sbagliata, nel posto sbagliato al momento sbagliato; l’Internet delle Cose viene in nostro aiuto per permettere di raccogliere un’enorme quantità di informazioni sul contesto e sulle persone che si trovano in un certo luogo per proporre soltanto gli annunci che sicuramente interessano in quel momento; se quindi in un caldo giorno d’estate davanti ad un tabellone pubblicitario ci sarà una persona adulta ed affannata, si farà comparire la pubblicità di una fresca bibita energizzante, mentre lo stesso tabellone farà apparire la pubblicità di una vacanza in crociera ad una giovane coppia innamorata prossima al matrimonio. Non sarà un caso, ma il tabellone avrà capito che era estate, che faceva particolarmente caldo, che c’erano persone adulte, di sesso differente e prossime al matrimonio, inoltre il tabellone sarà anche stato capace di fare un’analisi sentimentale delle persone ad esso vicine. Il ritorno economico di un sistema di questo tipo è facile da intuire.

Senza voler essere esaustivi, per rendere un oggetto intelligente e collegarlo quindi all’Internet delle Cose servono le seguenti cose:

 

  1. Sensori ed attuatori
  2. Connessione ad Internet
  3. Centralina per il controllo di tutto il sistema

 

Negli ultimi anni si è vista una crescita esponenziale del numero di queste centraline, le quali non sono altro che dei mini-computer dalle capacità più o meno ridotte ma che consumano poca energia ed il cui costo va sempre più diminuendo. Con meno di un centinaio di euro è ad esempio possibile acquistare delle board Arduino, o RaspberryPI che hanno fatto da apripista all’ormai vasta varietà di schede simili e che permettono di realizzare in poco tempo e con un minimo di dimestichezza dei sistemi di oggetti intelligenti al nostro servizio.

La connessione ad Internet è un altro fattore chiave, ed i progressi tecnologici di questi anni e di quelli che verranno, permetteranno, usando come alimentazione una semplice batteria a bottone, di connettere ad Internet anche il più piccolo dispositivo elettronico, in modo diretto tramite una SIM, o indiretto tramite i nuovi protocolli di comunicazione che sono oggi in corso di sviluppo.

Non resta quindi che attendere lo sviluppo di questa nuova rivoluzione industriale, godendone i vantaggi da fruitori o addirittura da artefici.


Nicola Mondello