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Posted by : SmartGioiosa

  • 22 Jul 2019

L’innovazione dell’Internet of Things e la sostenibilità ambientale

Per anni l’evoluzione, o meglio, la rivoluzione, tecnologica non ha garantito una vera sostenibilità ambientale. Molti dei materiali con cui vengono infatti costruiti chip, smartphone e apparecchiature elettroniche vengono estratti in paesi del mondo in cui non si presta attenzione all’ambiente e queste attività hanno causato anche squilibri nelle regioni interessate. Si è giunti però ad un momento in cui si deve agire drasticamente prima di evitare il peggio. E un aiuto in questo senso può arrivare proprio dalla tecnologia.


Come sappiamo l’IoT comprende tutti quei dispositivi che attraverso la connessione internet gestiscono e trasmettono dati per semplificare alcuni processi produttivi e gestionali, anche nella nostra vita quotidiana. Proprio grazie a questa capacità di gestione e analisi dati dei dispositivi IoT il nostro approccio alla produzione e alla gestione cittadina può cambiare notevolmente. Ciò che chiamiamo smart city, le città intelligenti, pensate per ridurre i costi e migliorare l’efficienza energetica si basano anche sui dispositivi IoT. Ne è un esempio l’illuminazione pubblica gestita in modo intelligente, con lampioni che si accendono al solo passaggio gestiti da un dispositivo IoT e che raccolgono inoltre dati utili in modo da favorire un risparmio energetico. Lo stesso può avvenire nei negozi privati, illuminando solo le zone in cui c’è effettivamente bisogno dell’illuminazione, producendo così un effettivo risparmio di energia. Sempre con sistemi IoT possono essere controllati i parcheggi, il Wi-Fi pubblico, telecamere di sicurezza e molto altro ancora, con lo scopo di automatizzare e rendere più efficienti i servizi urbani.


Le nostre case in eguale modo, diventando smart, puntano al risparmio energetico e all’utilizzo di materiali e sistemi che abbiano il minor impatto ambientale possibile, come avviene anche nell’economia circolare. L’unione di questo nuovo tipo di modello economico con l’evoluzione tecnologica, quindi IoT e industria 4.0, sta portando a dei miglioramenti nelle aziende che hanno deciso di adottare questo modello. Certo, non è un valore misurabile nel breve termine, ma l’IoT nelle industrie e nelle nostre vite può sicuramente aiutarci a tenere sotto controllo il decadimento degli strumenti, le dispersioni energetiche e molti altri fattori che, se eliminati, possono aiutarci ad intraprendere il percorso giusto verso la sostenibilità ambientale.


A tutto ciò si interpone il problema della sicurezza dei nostri dati e di queste infrastrutture intelligenti. Dove finiscono tutti questi dati? E cosa può succedere in caso di un attacco informatico o di un blackout? Prima di pensare a catastrofi immani, ricordiamoci che riguardo alla sicurezza dei nostri dati, almeno qui in Unione Europea sono stati fatti grandi passi avanti e in materia di sicurezza informatica, oltre all’utilizzo di connessioni protette da parte delle aziende, si stanno studiando e formando nuovi esperti in cyber security.


Dunque l’IoT è il futuro che tutti stiamo aspettando? Sicuramente andremo incontro ad una nuova rivoluzione tecnologica, basata sull’informatica e su una connessione perenne. Ma per far funzionare le città e i dispositivi smart serve un’intelligenza umana che vada al di là del puro guadagno.


Stefania Grosso